Come la solitudine può renderti una persona migliore.

Come la solitudine può renderti una persona migliore

Come la solitudine può renderti una persona migliore.

Conosci quanti ruoli ha la tua mente durante la giornata? Se cambiano senza sforzo tra di loro?
Lo sai quanto sei semplicemente unica?

Ogni mattina quando ci svegliamo, prima che i nostri occhi si aprano e le nostre responsabilità ci tartassino abbiamo un momento che appartiene soltanto a noi. In quel momento, siamo la creazione delle nostre scelte, delle nostre esperienze e del nostro futuro.

Il dono della solitudine

“Una persona può essere se stessa solo quando è sola, e se non ama la solitudine, non ama la libertà; perché solo quando è sola è veramente se stessa.”
– Arthur Schopenhauer

Distaccarsi dal mondo che ci circonda senza intrusioni da smartphone, laptop, vicini, cugini o figli, è un’occasione rara. Essere soli significa non avere nessun obbligo da soddisfare, nessuna aspettativa e nessuno che ti renda felice, se non sé stessi.

Quando la solitudine è auto-imposta siamo autorizzati a esplorare e creare parti di noi che raramente si scoprono nella vita quotidiana.

La solitudine è uno spazio tranquillo, senza distrazioni che ci permette di ricongiungerci con chi siamo.

Le nostre aspettative dipendono dai ruoli che svolgiamo nella nostra vita quotidiana, esse sono faticose per la nostra mente. Quando accettiamo la solitudine e la pratichiamo anche per alcuni momenti, ci dotiamo del dono della riflessione e dell’armonia.

Cos’è esattamente un ruolo?

Un ruolo è la parte che “interpretiamo” quando interagiamo con un’altra persona. I nostri comportamenti e atteggiamenti cambiano in base alle aspettative che altri hanno verso di noi. Ogni ruolo è contrassegnato dalla norma sociale che detta come ci si dovrebbe comportare in determinate situazioni.

Ad esempio: non mi avvicino al mio capo allo stesso modo in cui mi avvicino a mio fratello. Il mio capo si aspetta che mi comporti in modo professionale.

Ci comportiamo in un modo con i nostri genitori, un altro con i nostri amici, e un altro ancora con i nostri figli. Siamo la stessa persona ma agiamo in modo diverso in ogni ruolo. Questi sono i principali ruoli comuni e includono:

Nonni
Madre / Padre
Figli
Fratelli
Insegnanti
Mentore
Atleti
Alunni
Dipendenti
Capo
Prete / Reverendo / Ministro

L’elenco è apparentemente infinito. Alcuni ruoli li prendiamo per scelta, come diventare moglie o amico, altri casi in cui siamo nati. Le responsabilità sono molte, essere tutte queste cose per così tante persone e occasioni. Imparare a sostenere queste parti diverse di noi stessi non è un compito facile.

Quando i ruoli sono in conflitto

I ruoli entrano in contrasto quando uno dei nostri ruoli diventa incompatibile con un altro. Ipotesi: sono il capo della truppa Scout di mia figlia e ho notato che aveva paura di raggiungere degli sconosciuti e chiedere loro di comprare i biscotti. Da capo scout vorrei insegnarle come affrontare la sua paura. Come madre, vorrei proteggerla dall’aver paura, ma non posso fare entrambi poiché sono incompatibili e così si crea un conflitto.

Un altro esempio: i ruoli della famiglia e/o personali che entrano in conflitto con i ruoli del lavoro o professione:

Esempio: “Non sono andato al concerto con mio figlio perché ho avuto una riunione di lavoro che è andata per le lunghe” crea un conflitto familiare.

Quando i nostri ruoli cominciano ad avere un conflitto tra loro, cominciamo a sentirci incerti sulle nostre capacità di soddisfare le esigenze di quel ruolo. La nostra salute mentale e fisica inizia a soffrirne, il che contribuisce ad aumentare lo stress. Questi sintomi di stress inevitabilmente portano a disturbi fisici, essi includono:

Depressione
Ansia
Troppo lavoro o insoddisfazione familiare
Esaurimento
Scarsa performance
Irritabilità
Cambiamenti nelle abitudini
Insonnia

Questi sintomi ci dicono che qualcosa nella nostra vita ha bisogno della nostra attenzione. È importante ordinare e riconciliare i ruoli che svolgiamo prima di iniziare a perderne il controllo.

Solidarietà nella solitudine

“A volte troviamo la solidarietà in mezzo alla solitudine”.

Solidarietà è un sostantivo che deriva dalla parola francese solidarité che ha come suo significato principale una forma di impegno etico-sociale a favore di altri. Il termine indica un atteggiamento di benevolenza e comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito, teso a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che abbia bisogno di un aiuto.

Atteggiamento spontaneo, o concordato, rispondente a una sostanziale convergenza o identità di interessi, idee, sentimenti.

Significa unità o azione di interessi comuni, generalmente all’interno di un gruppo. Ognuno di noi ha un gruppo di ruoli con comportamenti e azioni distinti che utilizziamo in risposta a qualsiasi situazione. A volte questi ruoli si confondono, si perdono o si mescolano. Quando questo accade non solo perdiamo parte della nostra sanità, ma parte del nostro io interiore.

Allora come facciamo a far corrispondere tutti quanti i ruoli che abbiamo l’uno con l’altro?

Troviamo il tempo per la solitudine. Un luogo dove possiamo andare, dove non saremo disturbati.

È una quiete personale che il nostro corpo richiede, la nostra mente richiede. La solitudine ci consente l’opportunità di conoscere noi stessi per poi diventare migliori.

Quindi, se riusciamo a trovare del tempo per noi stessi, bastano anche pochi minuti di solitudine ogni giorno per riconnettersi con noi stessi, in uno spazio tutto nostro e praticarla con la meditazione, lo yoga o un altro tipo di sport. Ascoltate il vostro silenzio, ritroverete voi stessi.

Traduzione: Alice Giaquinta
Fonte: psych2go

 

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Come la solitudine può renderti una persona migliore
Photo: Jeremy Bishop

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